




Santa Maria Primerana
è un oratorio perfettamente allineato al Municipio o Palazzo Pretorio. La sua fondazione sembra risalire al secolo X. La sua posizione su un podio (stilobate) in posizione dominante sulla piazza, una colonna classica in pietra serena conservata all’interno nella parete nord e la scoperta recente di un tratto del decumano che la fiancheggia, rimandano ad una sua fondazione su un tempio di epoca romana pertinente al foro. Ritrovamenti di sepolture di epoca longobarda nell’area attigua fanno presumere che si tratti di una chiesa di epoca paleocristiana. All’interno un’immagine della Vergine, attribuita da una antica tradizione a San Luca, è la più arcaica attestazione di venerazione della Madonna nella Diocesi di Fiesole (da cui forse l’attributo “Primerana”).

Cattedrale di San Romolo
Il visitatore che arriva da Firenze in piazza Mino, scorge solo il fianco destro della cattedrale. A pianta basilicale, fu eretta dal Vescovo Jacopo il Bavaro nel 1028 e ampliata nel secolo XIII. Una iscrizione alla base del campanile reca la data del 1206. L’aspetto attuale si deve però a lavori di restauro novecenteschi.
è dedicata al Vescovo martire Romolo, fondatore della chiesa fiesolana. Nel 1878 iniziarono grandi lavori di restauro che interessarono il paramento murario interno ed esterno. L’aspetto neogotico della facciata è dovuto a questi rifacimenti. Nella cripta è stato compiuto uno scavo archeologico nel 1990 che ha dimostrato una continuità di vita dal periodo ellenistico al secolo XIV. L’interno conserva un poderoso impianto di stile romanico che ricorda quello di S. Miniato al Monte ed è diviso in tre navate separate da colonne di pietra, l’una diversa dall’altra, sormontate da splendidi capitelli. Preziose opere si conservano all’interno della Cattedrale e delle sue cappelle come gli affreschi di Cosimo Rosselli, le sculture di Mino da Fiesole, tavole della scuola del Ghirlandaio, sull’altare maggiore uno splendido polittico di Bicci di Lorenzo ed ancora una tela di Baccio Maria Bacci.
Chiostro dei Canonici
Nel XVI secolo l’antica istituzione diocesana del Capitolo della Cattedrale si dotò di una struttura appartata, contigua alla Cattedrale, sviluppata attorno ad un portico colonnato a tre lati sul quale si affacciano le abitazioni dei canonici chiamati a forme di vita comune.
A lato, di fronte alla facciata della Cattedrale sorge l’Episcopio.
Seminario Vescovile
Palazzo Altoviti
Destinato alla formazione del clero, secondo le disposizioni del Concilio di Trento, fu inaugurato nel 1637 dal Vescovo Lorenzo della Robbia e ricevette, due anni dopo, le Costituzioni o Regola disciplinare da Papa Urbano VIII. Fu ampliato nel 1697 dal Vescovo Filippo Neri Altoviti e dal Vescovo Luigi Maria Strozzi nel 1726. L’edificio è racchiuso in quello che un tempo era “il prato del duomo” (piazza Mino) nei limiti probabili del foro romano sepolto. L’istituzione si afferma come la più importante struttura formativa e culturale del territorio fiesolano e tale rimarrà fino al Novecento inoltrato. Nell’Ottocento si dotò di attrezzature scientifiche didattiche. Angelo Maria Bandini lasciò al Seminario la sua preziosa biblioteca.
Mura etrusche lato orientale
Sopra Borgunto, dirimpetto al Monte Ceceri, si dispiegano i resti della cinta muraria etrusca che qui conserva alcuni blocchi di grandezza tale da suscitare meraviglia per la loro messa in opera. Già nel medioevo circolava la credenza popolare che questa fosse opera di giganti.
Qui è la principale via di accesso alle cave del Montececeri. Un antico sentiero indicato da un tabernacolo collegava Borgunto con Villa S. Michele alla Doccia (ex convento disegnato da Michelangelo ora albergo) ed era una rapida scorciatoia per Firenze.
Il Tabernacolo del Ghirlandaio
Percorrendo la strada che da Piazza Garibaldi conduce a Borgunto, denominata oggi via Antonio Gramsci, un tempo via delle Cannelle poi via Ferrucci a ricordo della famiglia dei celebri scultori fiesolani, si attraversa una piccola piazza, detta del Ghirlandaio, per una pittura ivi esistente del celebre pittore. Infatti in questa piazza, sulla destra, esiste un tabernacolo dove si trova l’affresco pitturato, secondo gli storici, da Domenico del Ghirlandaio, raffigurante, nella parte centrale, la Madonna in trono circondata da santi.
Municipio o Palazzo Pretorio
Proprio di fronte al Seminario, in posizione rilevata sul lato est, si trova il palazzetto voluto dal governo di Lorenzo dei Medici come sede di una Podesteria suburbana per il territorio fiesolano, oggi sede del governo locale. Della struttura originaria si conserva il portico colonnato e la loggetta entrambi in pietra serena locale. Sulle pareti sia all’esterno che all’interno sono rimasti esposti gli stemmi o arme dei giusdicenti locali (podestà) dal XVI al XVIII secolo. L’amministrazione comunale vi ricondusse la propria sede nel 1910. Dal 1878 al 1914 il palazzo ospitò il Museo civico.

Piazza Mino da Fiesole
è l’area dell’antico foro romano che ospita la cattedrale all’estremità nord-ovest ed era rimasta sepolta sotto materiale di accumulo a formare il “prato del duomo”.
Nel tempo edifici si sono aggiunti ai lati fino a occupare tutto lo spazio. La piazza ha ricevuto un’impronta decisiva nell’Ottocento con lo sviluppo dei Caffè e delle botteghe ancora oggi luoghi di sosta preferiti dai numerosi visitatori. Nel centro della piazza spicca il monumento equestre dell’incontro a Teano fra Garibaldi e Re Vittorio Emanuele II che Oreste Calzolari fuse in bronzo nel 1906. Nel 1890 arrivò in piazza la tranvia che la collegava a Firenze.

Museo Fondazione Primo Conti
La Fondazione ha sede nella quattrocentesca Villa “Le Coste” che per molti anni è stata l’abitazione e lo studio di Primo Conti. La Fondazione, sorta nel 1980 e denominata anche Centro di Documentazione e di Ricerca sulle Avanguardie Storiche, ha rappresentato il sogno a lungo coltivato dal Maestro «di conservare il ricordo e la testimonianza dei più importanti movimenti novatori del Novecento». Il Centro si divide in due sezioni: il Museo delle opere di Primo Conti e l’Archivio. Nel Museo, aperto al pubblico dal 1987, sono esposti oltre sessanta olii e più di centocinquanta disegni del Maestro. Nell’Archivio, posto al piano superiore della Villa, sono conservati numerosi Fondi che costituiscono la sezione documentaria della Fondazione e che appartennero ai protagonisti della scena culturale italiana del primo Novecento come Papini, Pavolini, Carocci, Lega, Sanminiatelli ed un ricchissimo fondo librario sul futurismo. Notevole per il suo interesse storico-letterario è anche la ricca collezione di riviste, giornali e periodici futuristi fra cui il numero di “Le Figaro” del 1909 in cui uscì il primo manifesto del Futurismo.
Palazzo Vescovile
Sorge di fronte all’ingresso della Cattedrale e vi si accede da una doppia scalinata ottocentesca. La sua costruzione risale all’XI secolo, ma tra il XV ed il XVII secolo è stato oggetto di trasformazioni ed ampliamenti. La facciata attuale risale al 1600 e vi campeggia l’imponente stemma del Vescovo Filippo Neri Altoviti. All’interno, nella cappella privata del Vescovo, si possono ammirare affreschi della scuola del Ghirlandaio, mentre nell’ex oratorio del palazzo, Cappella di San Jacopo Maggiore, si conserva un’importante affresco “Incoronazione della Vergine” attribuito a Bicci di Lorenzo ed una collezione di oreficerie sacre della Diocesi di Fiesole.

Badia Fiesolana
Antica cattedrale di Fiesole intitolata ai Santi Pietro e Romolo e prima sede episcopale della Diocesi, fu restaurata da Cosimo dei Medici insieme al convento e munita di refettorio, infermeria, noviziato, dormitorio e libreria (vi lavorarono prima Brunelleschi poi Michelozzo).
La facciata romanica rivestita a disegni geometrici in marmo bianco e verde si collega al Battistero di Firenze e a S. Miniato al Monte.
Un vasto chiostro del XV secolo, realizzato in pietra serena, dà accesso ad altri ambienti.
Il complesso oggi è sede dell’Università Europea.

Chiesa e convento di S. Domenico
Il Convento di San Domenico, situato a metà strada tra Fiesole e Firenze, fu fondato nel 1406 e finito di edificare nel 1435, per opera del Vescovo di Fiesole Jacopo Altoviti e di Giovanni Dominici, entrambi frati di Santa Maria Novella. Fu un importante centro educativo per i giovani frati.Qui, infatti, si formarono Antonino Pierozzi, Santo ed Arcivescovo di Firenze e Giovanni da Fiesole detto il Beato Angelico del quale si possono ancora ammirare il Trittico, detto anche pala di S.Domenico di Fiesole, la Madonna della Benedizione ed il Crocifisso del Capitolo. Molte delle sue opere, qui realizzate, si possono vedere agli Uffizi, al Louvre, al Prado ed all’Hermitage.
Annessa al Convento la Chiesa che risale alla prima metà del quattrocento.

Chiesa e convento
di San Francesco
In origine, cioè intorno al Duecento, sul luogo sorgeva una cappella fatta erigere da una famiglia fiesolana, in seguito vi si trasferirono alcune dame fiorentine, le Romite, che la utilizzarono come convento.
Alle soglie del Quattrocento il vescovo Andrea Corsini restaurò e ampliò il primitivo convento di monache, detto di Santa Maria del Fiore, e lo dette ai frati minori.
Il complesso, chiesa e convento, si trova in posizione dominante sulla valle del Mugnone ad ovest e occupa l’antica rocca etrusca. Notevoli un chiostro con pozzo del secolo XV e un altro piccolo chiostro del Trecento. Nella chiesa si può ammirare una “Annunciazione” di Raffaellino del Garbo.
Sono visitabili alcune celle del secolo XV.
Il convento ospita all’interno il Museo Missionario Francescano contenente una collezione egizia e una cinese formate dai padri missionari provenienti da quei paesi.
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