



Adagiata in un dolce paesaggio collinare punteggiato da olivi, pini, cipressi, Fiesole offre uno straordinario panorama su Firenze. È un luogo speciale capace di grandi suggestioni e sollecitazioni culturali che difficilmente si dimenticano. Venire a Fiesole vuol dire godere di arte, ma anche di natura, della serena tranquillità dei suoi paesaggi, del fascino discreto delle sue ville, della bontà del suo olio e vino.
Per citare Hermann Hesse, che qui ha spesso soggiornato: «...dalle rovine romane alla villa di Böcklin, Fiesole offre numerose e affascinanti attrattive, retaggio di epoche storiche diverse. La cosa più bella è però la sua incantevole posizione, distribuita com’è lungo i fianchi e sulla cima di due massicci colli affacciati su Firenze e coperti di frutteti e case di campagna. […] Chi fugge su quest’altura il viavai di Firenze, troverà riposo e appagamento alla vista e allo spirito inseguendo i profili verdi di monti e dei gruppi di cipressi nei giardini.» (Hermann Hesse, Dall’Italia, 1901).
Oppure Le Corbusier: «...siamo andati ieri sera al tramonto sulla collina che domina Firenze e che vide nascere Fra’ Angelico, dove Böcklin abitò così a lungo; siamo saliti a Fiesole, è stato meraviglioso, una rivelazione. Ho capito perché questi grandi del Quattrocento furono come ce li mostrano le loro opere: non erano altro che veri artisti commossi davanti a una natura degna degli Dei. Essi compresero e seppero approfittarne...» (Le Corbusier, Lettera ai genitori in “Il Viaggio in Toscana” 1907)
La civiltà mercantile fiorentina provvide alla completa riorganizzazione del paesaggio agrario introducendo il sistema delle unità poderali condotte a mezzadria, con la casa colonica in mezzo, ed eliminando o ristrutturando gran parte dei castelli e villaggi dell’epoca feudale.
I coltivi tipici di questo sistema basato sulla autosufficienza della famiglia contadina, erano graminacee, foraggi e leguminose, a rotazione, in promiscuità con viti e olivi e qualche pianta da frutto e da foglia per il bestiame.
Il cipresso, che si dice introdotto dagli etruschi, in realtà propagato intensamente dalla cultura romantica, si diffonde attorno alle ville e alle case da signore come elemento di decoro.
Il Rinascimento arricchì le dimore e le chiese, disseminò ovunque ville e giardini, favorì la creazione di opere scultoree e pittoriche che si trovano ancora numerose nei luoghi originari.
Si può percorrere in ogni direzione valli e colline, seguendo anche la viabilità minore, per apprezzare la disposizione delle case coloniche, delle chiese e delle residenze signorili e l’organizzazione caratteristica del suolo in buona parte ancora conservata: vie poderali di collegamento fra le case sparse, fonti, muri a secco di terrazzamento, fossi per regimare le acque o per sfruttarle nei mulini.
I nomi dei luoghi risalgono spesso alla civiltà etrusca, al periodo della colonizzazione romana, ricordano episodi della storia tardo antica e medievale o attività produttive scomparse.
Ai bivi si incontrano tabernacoli di vario tipo, segni di devozione ed elementi di un ordine sociale, culturale e ambientale consolidato per alcuni secoli.
Gli scorci panoramici sono ovunque un elemento di sorpresa specialmente per il viaggiatore assuefatto ad una realtà urbana.
È consigliabile una escursione alla Cave di pietra serena del Montececeri, ora organizzato in parco storico, per farsi un’idea delle dimensioni di questa attività che è stata alla base della prestigiosa architettura e ornatistica del Rinascimento e che ha diffuso i suoi innumerevoli manufatti, artistici e di uso comune (lastricati, scale, portali, mensole, fontane, caminetti, panchine, vasche, rivestimenti) in tutta l’area fiorentina e in molte città italiane e straniere.
La magia del paesaggio fiesolano, raccontata e disegnata nei secoli da pittori, scrittori, poeti ed artisti di ogni genere, ha resistito nel tempo ed ancor oggi incanta anche il turista più distratto.
Dal vertice del colle di San Francesco si può ammirare un superbo e dolce panorama su Firenze; verso ovest si mostra la valle del Mugnone con in lontananza Monte Morello e la via Bolognese, qui la natura si fa più forte e severa, mentre il versante opposto, in direzione di Settignano, mostra una natura più morbida e serena rivestita di olivi e cipressi. Più sotto la foce del Sambre (o “fiume dei morti” per gli Etruschi, visitato e disegnato da Leonardo da Vinci) e poi ancora la Valle dell’Arno dove hanno trovato dimora aironi, cormorani, martin pescatori.
Tra il verde dei boschi, dei cipressi, degli olivi, delle viti ed il grigio-celeste della sua pietra, le colline fiesolane in primavera si ammantano dei colori dei giaggioli, degli anemoni, dei roseti e di un’infinita varietà di orchidee che crescono spontanee oppure in autunno dello zafferano o “zima di Firenze”.
Fiesole nel corso dei secoli ha saputo conservare intatto il suo panorama e la sua collina.
Il medioevo utilizzò l’antico impianto viario e le chiese come base dell’organizzazione civile e amministrativa, oltre che ecclesiastica, del territorio.

© 2011 Comune di Fiesole — Via Portigiani, 3 — Fiesole (FI) // design by kidstudio — firenze